
CONSULENZA
Quando si parla di efficientamento energetico non si fa riferimento solo al consumo di energia termica, ma anche al consumo di energia elettrica. In aggiunta vengono analizzati anche tutti i processi e le strutture aziendali.
E-TRE, offre consulenza in ambito energetico seguendo tutte le regole necessarie per efficientare strutture pubbliche e private: dall’utilizzo delle strutture produttive, all’organizzazione dei processi di lavorazione, alla conversione degli impianti.
La riduzione del fabbisogno e la sostituzione di fonti fossili come gas e gasolio con risorse rinnovabili ha aiutato l’azienda a ridurre i costi.
Nello specifico, per migliorare l’efficienza sono state introdotte soluzioni come:
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Cogeneratore: per produrre contemporaneamente energia elettrica e termica. Con la cogenerazione il calore di recupero e quello dei gas di scarico vengono utilizzati per il riscaldamento dell’edifico;
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Caldaie a Condensazione: come per il settore residenziale, la tecnica della condensazione permette di aumentare l’efficienza ricavando calore dai gas di scarico. Le caldaie con tecnologia a condensazione a differenza di quelle tradizionali, hanno un grado di rendimento pari al 98%;
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Energia solare per il riscaldamento e la climatizzazione: per ridurre il consumo di energia elettrica pari a 14 MWh nel caso di utilizzo pari a 1.000 ore totali;
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Moduli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica: per produrre una potenza di 55,4 kWp di energia elettrica;
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Utilizzo del calore naturale e geotermia: per raggiungere una potenza complessiva di 60 kW di calore naturale.
Pubblica Amministrazione
L’illuminazione pubblica di strade, piazze, aeroporti, parcheggi e centri commerciali richiede elevate quantità di energia, che spesso si traduce in una spesa eccessiva che rappresenta il 20-30% della bolletta comunale.
Secondo un’indagine condotta da Legambiente nel 2004, il consumo di energia elettrica derivante dall’illuminazione pubblica ammonterebbe al 2% dei consumi nazionali, pari a 5.917 milioni di kWh annui.
Nel 2017 il consumo di energia elettrica per l’illuminazione pubblica in Italia è salito a circa 6.000 GWh, facendo registrare un consumo pro-capite di 100 kWh, che corrisponde al doppio della media europea di 51 kWh.
Queste preoccupanti cifre sono da attribuirsi all’inefficienza degli impianti di illuminazione stradale, per lo più obsoleti e costituiti da sorgenti luminose di vecchia generazione a basso rendimento energetico, come lampade a vapore di mercurio (MBF) o lampade semaforiche ad incandescenza.
A ciò si aggiungono impianti sovradimensionati in termini di potenza e punti luce rispetto a quanto prescritto dalle normative e progetti di illuminazione urbana che spesso, soprattutto nei centri storici o in piccoli borghi e paesi, prevedono elementi di illuminazione che rimangono spesso isolati o non si integrano nel contesto territoriale di appartenenza.
A fronte di queste problematiche, per ridurre i consumi e favorire il risparmio energetico è necessario lavorare sull’efficientamento dell’impianti di illuminazione esistenti, intervenendo sugli stessi per razionalizzarli o provvedendo all’adozione di sistemi adeguati.
L’incremento dell’efficienza dell’illuminazione pubblica, oltre a generare un risparmio complessivo annuale che può raggiungere anche il 30-35% delle spese complessive, comporta anche una riduzione delle emissioni di gas effetto serra, contribuendo a ridurre l’inquinamento luminoso.
Oltre a questi importanti miglioramenti, l’efficientamento energetico degli impianti pubblici consente di ottenere alcuni vantaggi indiretti, tra questi la riduzione degli incidenti stradali grazie ad un’illuminazione efficace volta ad ottimizzare il senso di sicurezza, oltre a produrre una riqualificazione urbana valorizzando il patrimonio architettonico.
Il piano di progettazione o riprogettazione e riqualificazione urbana tramite efficientamento dell’illuminazione pubblica richiede un’attenta valutazione preliminare che consenta di conoscere lo stato dell’impianto e capire dove l’illuminazione sia effettivamente necessaria.
Il primo passo da intraprendere in favore del risparmio energetico è dunque l’audit energetico, ecco in che cosa consiste e a che cosa serve.
Risparmio energetico pubblica amministrazione: l’audit energetico
L’audit energetico è un’analisi accurata condotta in via preliminare sull’impianto di illuminazione pubblica ai fini della progettazione di un intervento di riqualificazione energetica.
In particolare la realizzazione dell’audit energetico si sviluppa in tre fasi:
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Raccolta dati disponibili presso la Pubblica Amministrazione o chi gestisce l’impianto e dei dati ottenuti in seguito a sopralluoghi e misurazioni;
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stesura del report di valutazione dell’impianto con l’analisi dello stato di fatto;
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ipotesi di interventi di riqualificazione finalizzati all’efficientamento energetico e messa a norma e in sicurezza.
L’audit energetico consente di ottenere dunque una corretta valutazione dello stato del sistema di illuminazione vigente tramite una diagnosi tecnica che avrà l’obiettivo di:
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Offrire una fotografia il più possibile reale dello stato di fatto dell’impianto di illuminazione pubblica;
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registrare i dati sui consumi storici dell’impianto, sia in termini energetici che di manutenzione;
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individuare eventuali anomalie, malfunzionamenti o criticità dell’impianto;
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comprendere le reali esigenze d’uso dell’impianto;
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valutare periodicamente l’efficienza dell’organizzazione nella gestione del risparmio energetico;
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ottimizzare linee, quadri elettrici e punti luce individuando gli interventi di risparmio energetico attuabili;
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stimare le percentuali di risparmio conseguibili con gli interventi di ottimizzazione;
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effettuare una stima dei costi relativi agli interventi stessi;
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elaborare un vero e proprio progetto di riqualificazione energetica e le linee guida per attuarlo.
Successivamente all’analisi preliminare effettuata con l’audit energetico è possibile procedere con una seconda valutazione di tipo tecnico-economica e le modalità di funzionamento del sistema di illuminazione pubblica, che condurranno a decidere le tipologie di intervento da attuare.